Introduzione

La morte di Cristo ha ispirato numerose opere cinematografiche, spesso criticate e controverse. Dal lontano “Il re dei re” (film muto del 1927, diretto da Cecil B. DeMille), al “Il Vangelo secondo Matteo” (1964) di Pier Paolo Pasolini, alla controversa “Passione di Cristo” prodotto da Mel Gibson nel 2004, al musical “Jesus Christ superstar” e molti altri fino agli ultimi “The Last Supper” (2025) e “King of Kings” (2025 – animazione).

La domanda Chi ha ucciso Gesù? è una delle più profonde, dolorose e storicamente cariche di tutta la cultura occidentale. La risposta richiede coraggio, onestà intellettuale e consapevolezza.

Si è sempre cercato dei responsabili per la morte del Signore e gli Ebrei sono stati spesso il capro espiatorio. Il loro coinvolgimento nella crocifissione è indubbio ed è stato usato come base per l’antisemitismo, che ha cercato di mettere l’intera colpa per la morte di Gesù sugli Israeliti provocando nel corso della storia atroci persecuzioni contro di loro accusati collettivamente di “deicidio”. Questo atteggiamento è certamente in contrasto con le Scritture e in contrasto con l’insegnamento di Cristo che piuttosto insegna perfino ad amare i nostri “nemici” (Matteo 5:43-45).

Sono stati i Romani?

Domandiamoci onestamente è stata veramente tutta colpa del popolo d’Israele, oppure anche i Romani hanno avuto una parte rilevante?

Il coinvolgimento delle autorità romane è un dato di fatto. Infatti, gli Ebrei non avevano il potere, essendo sotto il dominio romano, di mettere una persona a morte: Poi, da Caiafa, condussero Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter così mangiare la Pasqua. Pilato dunque andò fuori verso di loro e domandò: «Quale accusa portate contro quest’uomo?»  Essi gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani». Pilato quindi disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge». I Giudei gli dissero: «A noi non è lecito far morire nessuno»” (Gv 18:28-31). Furono i Romani (vale a dire, Pilato) che diede gli ordini per crocifiggere Cristo – Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso” (Gv 19:16) e furono i romani che eseguirono la crocifissione: I soldati, dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato…” (Gv 19:23 – Cfr. Gv 19:17-18, 31-34, 38).

Sono Stati gli Ebrei?

Tuttavia, è stato Gesù che ha dato una maggiore responsabilità agli Ebrei. Ricordiamo le sue parole pronunciate proprio davanti a Pilato: “Allora Pilato gli disse: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?» Gesù gli rispose: «Tu non avresti alcuna autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa»”(Giovanni 19:10-11). L’Establishment Religioso del popolo (Il Sinedrio), ossia Il sommo sacerdote Caifa e una parte del Sinedrio, vedeva in Gesù un blasfemo (per le sue pretese divine) e un perturbatore dell’ordine sociale. Temevano che il suo seguito popolare potesse scatenare una repressione brutale da parte dei Romani, mettendo a rischio la loro autonomia. La loro fu una mossa calcolata per preservare il potere, un tragico esempio di come la religione possa a volte tradire i suoi stessi principi.

Ma i Vangeli parlano anche di una folla istigata che grida “sia crocifisso”. Quanto sono volubili le folle. Quelle stesse persone pochi giorni prima avevano gridato: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d’Israele!”. il potere della manipolazione e l’energia oscura della massa condanna un innocente senza un giusto processo.

Coloro che hanno consegnato Gesù a Pilato e lo hanno spinto a crocifiggere Gesù, sicuramente hanno una grande colpa, e in effetti gli Ebrei furono costretti da Pilato ad accettare la responsabilità per le loro azioni quando il governatore romano si lavò le mani: “E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi” (Matteo 27:24).

È stato il Padre?

Tuttavia, tutto era nei piani del Padre. Pietro il giorno di Pentecoste (Atti 2:22-23) affermò con chiarezza che Gesù era stato consegnato dallo scopo determinato e dalla prescienza di Dio. Ebrei e romani, allora, furono strumenti nell’effettuare il piano di Dio ma non i veri colpevoli.

Gesù comprese che era la volontà di Dio (Matteo 26:36-42) e che ebrei e romani non compresero appieno il loro peccato. “Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte” (Luca 23:33-34).

I Veri Colpevoli

Allora è stato Il Padre che ha fatto uccidere Gesù? Anche in questo caso, riflettiamo prima di rispondere e prendiamo in considerazione un’altra domanda. Perché il Padre ha agito in questo modo, perché ha lasciato morire in croce Suo Figlio? Ebbene Gesù ha versato il suo sangue per aprire all’uomo la strada del perdono. Gesù disse che Il suo sangue doveva essere versato per la remissione dei peccati (Matteo 26:26-28).  La sua morte sacrificale per i nostri peccati era stata predetta anche nell’Antico testamento in maniera magistrale. Dal profeta Isaia leggiamo:

Isaia 53:4-6

4 Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;
ma noi lo ritenevamo colpito,
percosso da Dio e umiliato!
5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni,
stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.
6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
ognuno di noi seguiva la propria via;
ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Isaia 53:10-12

10 Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti.
Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato,
egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni,
e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani.
11 Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto;
per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti,
si caricherà egli stesso delle loro iniquità.
12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
egli dividerà il bottino con i molti,
perché ha dato se stesso alla morte
ed è stato contato fra i malfattori;
perché egli ha portato i peccati di molti
e ha interceduto per i colpevoli.

La verità è che Gesù è stato ucciso per i nostri peccati. Sia i romani, sia gli ebrei sono stati semplici strumenti. Ma i veri colpevoli per la morte di Gesù sono i peccatori. E questo include tutti gli uomini perché siamo tutti dei peccatori (Romani 3:23).

Fortunatamente anche il perdono è possibile per tutti. Pietro lo aveva offerto agli ebrei che avevano ucciso Gesù – Atti 2:36-38. Dio desidera che tutti si pentano e siano salvati – Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo ch’egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti” (Atti 17:30-31).

Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti” (1Timoteo 2:3-6).

Chi ha ucciso Gesù allora? La risposta è semplice siamo stati tu ed io, ecco chi! A causa dei nostri peccati Dio ha mandato il suo Figlio a morire sulla croce.

Lo Crocifiggeremo di Nuovo?

Sicuramente tutti coloro che lo ignorano, lo deridono, che non ascoltano le sue Parole mostrano disprezzo per le sue sofferenze e con a loro vita lontano da Dio è come se lo crocifiggessero ancora. Ma anche coloro che, dopo aver beneficiato della grazia di Dio, tornano nella loro vuota e inutile vita, palesano un disprezzo incomprensibile verso il Signore – Ebrei 6:4-6:  “Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia”.

Dio chiama ogni uomo a ravvedersi e a riconoscere non solo il proprio peccato ma anche la dipendenza assoluta da Lui, senza ostinarsi in un atteggiamento ribelle: “Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati; ma una terribile attesa del giudizio e l’ardore di un fuoco che divorerà i ribelli” (Ebrei 10:26-27).

Conclusione

La Croce diventa lo specchio in cui ognuno di noi è chiamato a guardarsi:

  • Sono come Pilato? Lavo le mie mani di fronte all’ingiustizia? Scelgo il quieto vivere e la comodità invece di schierarmi per la verità?
  • Sono come il Sinedrio? Difendo le apparenze e il mio status quo religioso rifiutando le verità scomode?
  • Sono come la folla? Mi lascio trasportare dall’opinione prevalente, dai pregiudizi del gruppo, condannando senza conoscere?
  • Sono come i soldati? Eseguo “ordini” senza farmi domande?
  • Sono come Giuda? Tradisco la fiducia e l’amore per un vantaggio personale, per trenta denari di successo o piacere?
  • Sono come Pietro? Rinnego la mia fede e i miei valori per paura, per non essere associato a Cristo quando è scomodo?

La domanda “Chi ha ucciso Gesù?” trova la sua risposta ultima non in una condanna, ma in un invito. L’ha ucciso il mio peccato, ma il suo amore ha vinto proprio morendo per quel peccato. Facciamo in modo di non ricevere la grazia di Dio invano e non crocifiggere nuovamente il Signore con la nostra indifferenza. 

Vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano; poiché egli dice: «Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!” (2Corinzi 6:1-2).