Pubblicati da andrianotom

Nell’Amore non c’è Paura

La nostra società ci presenta un uomo malato di inquietudine, schiavo della paura e della sofferenza interiore. La paura genera preoccupazione, la preoccupazione ansia, l’ansia angoscia, l’angoscia tristezza … tutte alterazioni della sfera emotiva che, anche se a livello clinico si differenziano, di fatto si intrecciano e si coniugano. La paura è un fenomeno  radicato nell’animo umano. Ci sono paure che ci accompagnano come ombre: paura della solitudine, paura di essere traditi, paura per l’assenza di prospettive, paura di culture diverse che si inseriscono nella nostra vita mettendo in gioco le nostre abitudini e le nostre presunte sicurezze… e così via. Viviamo nell’epoca della paura. Ma c’è una paura particolare che è stata trasmessa all’uomo nel corso dei secoli passati … la paura di Dio. La paura dell’inferno, la paura della punizione eterna. Il Cattolicesimo ha cavalcato questa paura alimentandola con l’esercizio di un potere duro e spietato fatto di repressione, di guerre, di caccia alle streghe, di torture, di roghi. Tutti i regimi dittatoriali esercitano il loro potere con l’uso della violenza che genera la paura di reagire da parte del popolo. Ebbene la chiesa cattolica ha usato questi metodi per costruire la sua forza e la sua ricchezza…. […]

IL GIORNO DEL SIGNORE (Atti 20:7)

Chi afferma che un giorno vale l’altro per per adorare Dio come Chiesa e ne sceglie uno perché è “più comodo”, sicuramente è in piena confusione dottrinale. Il Padre, infatti, non ha lasciato nulla al nostro arbitrio, tantomeno il giorno in cui la Chiesa è chiamata a radunarsi per ricordare il sacrificio di Cristo, fare la colletta per autosostenersi, essere edificata attraverso l’insegnamento apostolico e elevare a Dio inni di lode. Dio non è un Dio di confusione o di approssimazione. Dio ci ha lasciato un modello preciso e immutabile al quale abbiamo l’obbligo e il desiderio di attenerci: “Attieniti con fede e con l’amore che è in Cristo Gesù al modello delle sane parole che udisti da me” (2 Timoteo 1:13). Un modello che va seguito fedelmente. Affermare poi, cercando di giustificare le proprie idee, che i primi cristiani si radunavano tutti i giorni, significa non aver capito la differenza tra il comandamento di Gesù relativo alla sua commemorazione e il piacere di stare insieme con i fratelli per studiare il Vangelo, che può avvenire in ogni giorno. Il ricordo di Gesù, con il pane e il vino,  non è lasciato alla nostra inventiva né tantomeno ai nostri comodi. […]

IL REGNO DI CRISTO E LA FINE DEL MONDO

Il Vangelo quando parla del regno dei cieli si riferisce sempre alla chiesa, realtà spirituale dove Gesù regna oggi (Colossesi 1:13 “Egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figliuolo”). Paolo conferma e pone l’accento sulla realtà spirituale della chiesa definendola addirittura un “luogo celeste” (Efesini 2:6 “…ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù”). Gli Ebrei aspettavano un Messia che li avrebbe riscattati e che avrebbe istaurato un nuovo governo e la loro delusione e incredulità derivò proprio dal fatto che Gesù non fece nulla di tutto questo, al contrario istaurò un regno spirituale, che non fu compreso proprio come oggi, un regno dove l’uomo può trovare il perdono e la comunione con il Padre. Un regno che non ha caratteristiche fisiche e materiali ma che è dentro ogni uomo che vuole diventare Suo Figlio. Io non ho l’arroganza e la presunzione di sapere quello che è nella mente del Padre. Non so quale sarebbe stato il destino dell’uomo se non avesse peccato. Non so se Dio lo avrebbe trasportato comunque in una dimensione spirituale senza fargli conoscere morte e […]

Il fariseo e il pubblicano Luca 18,9-14: Due atteggiamenti riscontrabili ancora oggi nell’uomo

Gesù racconta questa parabola per denunciare due disposizioni sbagliate, opposte al comportamento che Dio desidera nell’uomo: la prima è la presunzione di essere giusti di fronte al Signore, la seconda di sentirsi superiori agli altri. Il fariseo, presuntuoso e sicuro della propria giustizia, è anche un giudice spietato nei confronti del suo prossimo: «Ti ringrazio che non sono come gli altri uomini… neppure come questo pubblicano». La parabola presenta anche due atteggiamenti di preghiera, che rispecchiano e descrivono due modi di vivere. La preghiera rivela la parte nascosta dell’uomo, i suoi sentimenti, quello che si agita nel suo cuore, le sue aspettative, le sue paure ma anche le sue speranze e la sua concezione del divino. Di conseguenza, ciò che va raddrizzato non è la preghiera (essa è frutto di qualcosa che la precede), ma il modo di concepire Dio, la salvezza, se stessi e il prossimo. La parabola, molto semplice, presenta due personaggi: un fariseo e un pubblicano, che rappresentano appunto un modo diverso di porsi di fronte a Dio e agli altri. Il fariseo, in realtà sta dicendo la verità.   Infatti, è  vero che osserva scrupolosamente la legge e ha grande spirito di sacrificio. Non si accontenta dello […]

NUOVI CIELI E NUOVA TERRA

NUOVI CIELI E NUOVA TERRA NEL VECCHIO TESTAMENTO L’idea di un nuovo cielo e di una nuova terra, in sostituzione della precedente situazione, non è una novità nella Bibbia. Isaia aveva descrittole conseguenze dell’indignazione dell’Eterno verso le nazioni pagane parlando dello scioglimento delle montagne nel sangue, e la dissoluzione dei cieli, arrotolati come un libro, per cadere “come la foglia dalla vite, come cade il fogliame morto dal fico” (Isaia 34:3-4). Anche la nazione di Israele, per la sua disubbidienza, avrebbe conosciuto un identico destino, perché i cieli si sarebbero dileguati come fumo, la terra sarebbe invecchiata come un vestito, per significare la fine del sistema giudaico (Isaia 51:4-6). Al loro posto, Dio avrebbe “piantato dei cieli e fondato una terra” (v. 16) la nuova Israele spirituale, ossia la Chiesa. Il superamento del vecchio ordine e l’istituzione di un ordine nuovo è annunciato ancora più chiaramente da Isaia, nel cap. 65. Dio disse che “le afflizioni di prima saranno dimenticate, e saranno nascoste agli occhi miei” (v. 16), in altre parole, passeranno via. Al posto del vecchio cielo e della vecchia terra, Dio ne avrebbe creato di nuovi: “Poiché, ecco, io creo dei nuovi cieli e una nuova terra… io […]

LE APPARIZIONI DI MARIA

Si sta parlando molto in questi giorni della presunta veggente di Trevignano che afferma di ricevere messaggi dalla Madonna. Non possiamo dunque esimerci dall’esporre il nostro pensiero basato sulle Scritture. Premettiamo che noi crediamo alle apparizioni di Dio nell’Antico Testamento e di Cristo nel Nuovo, perché ci atteniamo strettamente all’insegnamento del Vangelo e PARLIAMO QUANDO LA BIBBIA PARLA E TACCIAMO QUANDO ESSA TACE. Riconosciamo vere le apparizioni di Dio, fatte a personaggi (ad es. Mosè) ed a profeti dell’Antico Testamento per comunicare verità di fede e comportamento al popolo ebraico. Così come riconosciamo vere quelle che Gesù risorto ha fatto ai suoi apostoli e discepoli: a) Per dimostrare loro che era real¬mente risorto, e che la sua risurrezione era la prova più certa del¬la sua divinità, avendola Egli stesso data come tale agli scribi e farisei (Matteo 12:38 ecc.). b) Così «si presentò vivente con molte prove» (Atti 1:3) facendosi toccare da Tommaso (Giovanni 20:24, 31), e perfino mettendosi a tavola coi due discepoli di Emmaus (Luca 24:29 ss.). c) Ed Egli «si fece vedere da loro (apostoli e discepoli) per quaranta giorni e ragionando delle cose relative al Regno di Dio» (Atti 1:3), che egli era venuto ad edificare […]

GLI ANGELI

Esistono gli angeli? Come sono fatti? Che ruolo hanno nel piano divino? Possono apparirci oggi ? Molte sono le domande, che riguardano queste creature, alle quali non possiamo rispondere,    semplicemente perché la Bibbia non ne parla. Tuttavia possiamo capire ed approfondire gli aspetti trattati dalla Parola di Dio e, visto che i Cristiani guardano alle cose che non si vedono (2 Corinzi 4:18), riporre piena fiducia in ciò che Dio ci rivela. Nella Bibbia il termine “angelo” traduce l’Ebraico MALAK e il greco ANGELOS e significa messaggero. Indica generalmente i messaggeri celesti inviati da Dio per servire ed aiutare gli uomini e ricorre circa 300 volte. Uso comune Nella Scrittura vi è anche un uso più generico di questo vocabolo senza riferirsi necessariamente agli esseri celesti. Vediamone alcuni esempi: 2 Samuele 2:5 ‑ Il termine è riferito ai messaggeri di Davide. 2 Re 16:7 ‑ Acaz invia dei “messaggeri” al re Assiro Tiglat‑Pileser. Aggeo 1:13 ‑ Il profeta è chiamato 1’ “angelo” del Signore. Luca 7:24 ‑27 ‑ Gli inviati di Giovanni Battista a Gesù, e Giovanni stesso sono definiti “angeli”. 2 Corinzi 12:7 ‑ Paolo parla di un “messaggero” di Satana. Giacomo 2:25 ‑ Le spie accolte a Gerico […]