DIO È LUCE
È difficile parlare di Dio. Immaginare Dio. Ricondurre Dio alla nostra dimensione. Tuttavia, la Scrittura per aiutarci a comprenderne la natura ci suggerisce l’idea della luce. Dio è luce per descriverne la purezza e la santità (Giovanni 1).
L’esperienza umana del contrasto tra luce/giorno e buio/tenebre in tutte le culture corrisponde all’alternativa tra positivo e negativo, tra vita e morte.
Specialmente in un’epoca in cui più netto era il passaggio tra la notte, buia e il giorno luminoso, si era soliti attribuire a queste due condizioni valori e simbolismi profondi.
La notte richiama, e soprattutto richiamava al tempo di Gesù, la paura di camminare senza vedere, il pericolo di aggressioni, il rischio di perdere la strada, di cadere in balia di nemici. Ma soprattutto la notte e l’oscurità portano da sempre il pensiero alla morte.
La Luce al contrario corrisponde a sicurezza, velocità nel cammino, autonomia, possibilità di difendersi.
Questo contrasto viene usato anche a livello intellettuale. Nella luce si ha la conoscenza, la comprensione, la capacità di scegliere in modo ragionevole, mentre nel buio e nell’oscurità si ha l’incapacità di vedere chiaramente, l’ignoranza. Il cieco brancola in un mondo oscuro e ostile, deve affidarsi agli altri, ed è consapevole che anche chi è più debole di lui può farlo cadere. Ed è così che cecità e morte …

“Là sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata la Via Santa; (nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto; quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi. In quella via non ci saranno leoni; nessuna bestia feroce vi metterà piede o vi apparirà, ma vi cammineranno i redenti” (Isaia 35:8-9).
L’incontro tra Dio e l’uomo è un dato fondamentale dell’esistenza ed è stato da sempre fissato all’interno della storia umana.
L’espressione “luoghi celesti” si trova solo nella lettera agli Efesini (1:3-20; 2:6; 3:10; 6:12) e indica le realtà trascendenti:
“Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo: «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele»” (Luca 2:25).
“Mentre era in cammino con i suoi discepoli Gesù entrò in un villaggio e una donna che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua. Marta si mise subito a preparare per loro, ed era molto affaccendata. Sua sorella invece, che si chiamava Maria, si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quel che diceva. Allora Marta si fece avanti e disse: “Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata da sola a servire? Dille di aiutarmi! Ma il signore rispose: Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose. Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via”
“Anzi abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto” (1Pietro 3:15).