FESTEGGIARE O NO IL NATALE?

È la domanda che ognuno dovrebbe porsi in questo periodo festivo, in cui come per incanto tutti sembrano trasformarsi in esseri buoni e caritatevoli. La suggestione che l’uomo ha creato sul Natale ferma infatti per un attimo la routine della vita, anche di coloro che sono sempre indifferenti ai problemi dello spirito, e tutti, anche se per pochi istanti, si lasciano sollecitare dai messaggi di pace e di amore che echeggiano ovunque.
L’uomo serio e coerente deve però riflettere con attenzione e senza fare eccessiva leva sul suo sentimento e sulle sue emozioni: È giusto essere “Cristiani” solo pochi giorni l’anno? È giusto parlare di pace e amore nel giorno di Natale per ritornare subito dopo a sbranarci come dei lupi rapaci? È proprio questo l’intento di Dio? E soprattutto è vero che Gesù di Nazareth è nato il 25 dicembre e che i suoi Apostoli ci hanno insegnato a festeggiare questo giorno?… Insomma quale è la volontà di Dio in proposito al Natale?
Basta riflettere un momento per capire l’importanza di queste domande, perché a seconda delle risposte che daremo, il nostro comportamento cambierà. Se Gesù è nato il 25 dicembre e se ci ha ordinato di festeggiare il suo «compleanno», allora faremo bene ad ubbidire e a vivere tutte le implicazioni che tale festeggiamento comporta. Ma se Cristo …


La nostra società ci presenta un uomo malato di inquietudine, schiavo della paura e della sofferenza interiore.
Chi afferma che un giorno vale l’altro per per adorare Dio come Chiesa e ne sceglie uno perché è “più comodo”, sicuramente è in piena confusione dottrinale. Il Padre, infatti, non ha lasciato nulla al nostro arbitrio, tantomeno il giorno in cui la Chiesa è chiamata a radunarsi per ricordare il sacrificio di Cristo, fare la colletta per autosostenersi, essere edificata attraverso l’insegnamento apostolico e elevare a Dio inni di lode.
Gesù racconta questa parabola per denunciare due disposizioni sbagliate, opposte al comportamento che Dio desidera nell’uomo: la prima è la presunzione di essere giusti di fronte al Signore, la seconda di sentirsi superiori agli altri. Il fariseo, presuntuoso e sicuro della propria giustizia, è anche un giudice spietato nei confronti del suo prossimo: «Ti ringrazio che non sono come gli altri uomini… neppure come questo pubblicano».
Si sta parlando molto in questi giorni della presunta veggente di Trevignano che afferma di ricevere messaggi dalla Madonna. Non possiamo dunque esimerci dall’esporre il nostro pensiero basato sulle Scritture. Premettiamo che noi crediamo alle apparizioni di Dio nell’Antico Testamento e di Cristo nel Nuovo, perché ci atteniamo strettamente all’insegnamento del Vangelo e PARLIAMO QUANDO LA BIBBIA PARLA E TACCIAMO QUANDO ESSA TACE.
semplicemente perché la Bibbia non ne parla. Tuttavia possiamo capire ed approfondire gli aspetti trattati dalla Parola di Dio e, visto che i Cristiani guardano alle cose che non si vedono (2 Corinzi 4:18), riporre piena fiducia in ciò che Dio ci rivela.